THE OBSERVER REVISITED
In quanto creatore di musica, sono sempre stato contrario all’uso dell’intelligenza artificiale per comporre canzoni da zero, perché in quel caso il processo creativo viene completamente azzerato.
Se invece si tratta di rielaborare un brano già esistente e interamente creato da un umano, la mia valutazione cambia, per un motivo semplice: persino gli artisti più rinomati raramente pubblicano un brano esattamente come lo avevano immaginato inizialmente.
Di solito si realizza un demo, che viene poi lavorato da altri musicisti, dal produttore e dal tecnico del suono, fino a ottenere il prodotto finale che sarà distribuito al pubblico.
Io non ho mai avuto il privilegio di collaborare con professionisti di alto livello, se non nella fase di mastering; per questo considero ciò che l’intelligenza artificiale può offrire come un sostituto etico di queste figure.
L’importante è non accettare supinamente ciò che l’algoritmo propone, ma instaurare una sorta di dialogo, fino a quando le varie modifiche, aggiunte o sottrazioni, non portano a un risultato soddisfacente.
Con questo spirito è nato The Observer – Revisited. I brani originali di The Observer sono stati analizzati dall’intelligenza artificiale e, partendo dal suo primo draft, li ho rifiniti fino ad arrivare a ciò che potete ascoltare oggi.
THE OBSERVER - REVISITED
In origine, il testo parlava della profezia dei Maia sul 2012, con le relative interpretazioni (fine del mondo o inizio di un nuovo ciclo). In seguito, ho pensato che avrei preferito una storia che rimanesse attuale anche dopo quella data, per cui ho eliminato il riferimento ai Maia pur mantenendo il tema del cambiamento, sempre inteso come fine del mondo o inizio di un nuovo ciclo.
Questa versione è anche uscita come singolo, anticipando l’album. Il relativo video può essere visto su Youtube.
Qualora vi chiedeste chi sia questa “She” di cui parlo, la risposta è … la morte, che prima o poi bussa alla porta di tutti noi: “She came down, and knocked at my door”.
Per la parte musicale che funge da ponte tra la fine del ritornello e l’inizio del verso successivo, ho preso spunto da Please, please, please let me get what I want” dei The Smiths.
Brano fondamentale della mia avventura musicale, perché senza ‘The Sign of Virgo’ quasi certamente non ci sarebbe Sir Joe, come ho scritto nell’introduzione.
Per quanto possa sembrare strano, lo spunto per il ritornello mi è venuto ascoltando un vecchio brano del cantante polacco Czesław Niemen, intitolato “Sen o Warszawie“.
Questo brano parla di un alieno che, giungendo sul nostro pianeta, rimane così sconvolto dalla nostra crudeltà da perdere la sua purezza e scivolare velocemente nella follia: “Show me your wicked world, then you can be sure that from today I’ll be no longer pure”.
La scelta della doppia voce deriva dal fatto che l’alieno non ha un gender, quindi mi piaceva l’idea di farlo parlare con una voce sia maschile che femminile. A tal proposito, desidero ancora ringraziare Sara L.C., che ha fatto un ottimo lavoro pur dovendo registrare la sua parte nella mia cucina e con mezzi di fortuna.
Il testo del brano originale, intitolato solo ‘Frei’, era troppo ridicolo per essere incluso anche in questa versione. Così, mentre stavo ricostruendo il pezzo, ho deciso di riscrivere completamente le parole.
Il nome del cantante è… Herr X.
Per quanto riguarda il testo, il brano è una presa in giro di quegli pseudo-intellettuali che cercano di impressionare la gente attraverso un linguaggio forbito, atto a mascherare la pochezza dei contenuti: “When meaningless ramblings sound so intellectual”. Di conseguenza vengono espressi vari concetti e frammenti di frasi prese a caso, legati in qualche modo al tema di cosa è reale e cosa non lo è.
Musicalmente, l’introduzione è un chiaro riferimento a If I ever” dei ‘Red Flag.’
Sahara’ è l’ultimo pezzo che ho composto per l’album ‘The Observer’. Avendo gli altri brani un testo in inglese o tedesco, mancavano ancora le altre due lingue a cui mi sento particolarmente legato, per cui ho deciso di risolvere la questione scrivendo un breve testo in italiano, per poi ripeterlo quasi parola per parola in spagnolo.
Chi conosce i D.A.F. avrà quasi certamente notato l’affinità di questo brano con il loro ‘Der rauber und der prinz‘.
Ecco la versione strumentale di uno dei brani più apprezzati dell’album originale.
Il brano tratta principalmente due temi: quello degli “haters”, fenomeno sempre più attuale sebbene il testo sia stato scritto nel 2010, e quello dei raccomandati.
Sono molto orgoglioso di questo brano, perché il testo è il sunto di tutta una serie di studi e letture sul miglioramento personale che ho compiuto a partire dal 1998
I temi che tratta sono espressi mirabilmente da autori come Eckhart Tolle, Neale Donald Walsch e Jon Kabat-Zinn, e sono anche discussi in dettaglio nel mio libro ‘Conoscere la Mente Profonda‘. Pertanto, un brano così non poteva che chiudere l’album e dargli il titolo.
La frase “You are needed for the symphony” prende spunto da “‘Symphony in blue‘,

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